La strada per arrivare al Talent Point – parte 2

La strada per arrivare al Talent Point – parte 2

Racconto di un’insegnante entusiasta

[…segue dalla parte 1]

La novità mi è piaciuta molto, non si trattava tanto della scoperta di una nuova etichetta da dare ad alcuni alunni, quanto della possibilità di intercettare bisogni che finora non avevamo riconosciuto con chiarezza.  È il carattere di positività che il riconoscimento del potenziale porta con sé, ad attirare il mio interesse. Il potenziale, insieme ad una visione complessa di intelligenza, trova riscontro nei molteplici aspetti dell’abilità umana e del sapere, in quella che viene anche chiamata “pluralità di forme dell’intelligenza” e che si rispecchia in una pluralità di talenti. Il potenziale è quindi una ricchezza ed una profondità che può appartenere a tutti, seppure in forme, misure e campi differenti e, soprattutto noi docenti, possiamo avere la gioia di vederne i bagliori, le prime manifestazioni, ed anche il suo sbocciare, o il suo affermarsi inevitabilmente prepotente e diverso. Sempre noi docenti abbiamo poi il compito, niente affatto  facile, di tenere accesa la fiammella della motivazione ad apprendere, alimentare e custodire questo potenziale. Al contrario di ciò che può sembrare, molto spesso questi bambini hanno una percezione di sé non buona, non sempre riconoscono in sé potenziale o talento, in classe quindi diventa importante dare una lettura positiva delle loro caratteristiche, del loro stile e ritmo apprenditivo e dei loro risultati, cercando uno spazio per valorizzarli ed anche per assecondare i mille rivoli dei loro interessi. Non pensare che potranno farcela da soli perché hanno quel qualcosa in più, ma al contrario supportarli nel difficile compito che può essere crescere con tale peculiarità – una tra tante certo, ma che può essere “ingombrante” come poche! – e che spesso li allontana dai coetanei, li fa deviare, anche involontariamente, da ciò che viene percepita come normalità, li fa eccedere rispetto a regole e limiti comunemente intesi…Come organizzare quindi questi percorsi formativi nelle nostre classi, nelle nostre scuole?… Quale didattica predisporre, con quali obiettivi, scopi finalità specifiche?….Quali metodologie sarebbe meglio usare? …E quali strumenti?…. Quella che si stagliava a noi davanti era una “nuova” frontiera pedagogica …..e non potevo non cogliere l’occasione di avventurarmi!

Per prima cosa ho letto, ho studiato, ho anche seguito uno dei primi seminari sull’argomento organizzato dalla Erickson a Rimini. Negli stessi anni ho continuato a dialogare e ad approfondire l’argomento con la dott. ssa Pinzauti [che in quel periodo è diventata solo “Silvia”]. Ci scambiavamo notizie, letture, riflessioni e punti di vista e, sempre con maggiore chiarezza, si profilava in noi l’idea che ci fosse bisogno di divulgare l’argomento: fare in modo che sempre più persone venissero a conoscenza di cosa fosse la plusdotazione cognitiva; che ci fosse un dibattito pubblico, oltre che accademico e scientifico, sull’argomento e che nella scuola e nella società i bambini, ma anche gli adolescenti e gli adulti con queste caratteristiche, venissero conosciuti e riconosciuti e ci fossero degli interventi a loro favore. La passione per questo tema e la voglia di provare, anche solo nel piccolo della nostra scuola, a fare qualcosa, mi ha portato quindi a parlarne con la dirigente scolastica di allora, la prof.ssa Liliana Gilli, e con gli altri docenti dello staff di presidenza di quel periodo, con cui condividevamo anche altre avventure pedagogiche. Grazie proprio a quei momenti di significativo confronto, ed alla stima ed al supporto della dirigente e dei colleghi, nonché alla disponibilità e all’impegno di Silvia Pinzauti, è nato il primo incontro pubblico, aperto a colleghi e genitori degli istituti comprensivi del quartiere IV sul tema del Talento e della Plusdotazione «In cammino verso il futuro – Riconoscere e valorizzare i talenti dei nostri giovani». L’Incontro si svolse presso il nostro Istituto Comprensivo Piero della Francesca a Firenze e vide l’intervento, oltre che di Silvia e della Dirigente, anche della presidentessa dell’Aistap AnnaMaria Roncoroni e di numerosi tra docenti e genitori degli alunni delle scuole del quartiere.

… to be continued

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